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Popolazione argentina

Ballerini di tango a Buenos Aires POPOLAZIONE. L'immigrazione ha fatto dell'Argentina un paese prevalentemente di razza bianca: gli Indios, che formano soltanto l'1% della popolazione, sono localizzati in parte nella Patagonia e nella Terra del Fuoco, e in maggior numero nelle Ande settentrionali e nelle vicinanze di San Miguel di Tucumán.

L'Argentina è il paese americano che meno conserva le tracce delle antiche popolazioni indigene, quasi totalmente sostituite dai coloni e dagli immigrati provenienti dall'Europa, in particolare dall'Italia. Ciò ha influito moltissimo sulla lingua, infatti lo spagnolo correntemente parlato in Argentina, specie a Buenos Aires (dove si parla un dialetto chiamato portegno), è evidentemente inquinato dall'italiano. I Puelche, popoli di cacciatori delle praterie, sono stati pressoché sterminati; scomparsi da tempo sono i Diaghiti, agricoltori superiori la cui cultura si diffuse nelle regioni nord-occidentali, mentre nel nord esistono ancora alcune minoranze di Guaranti e di altri gruppi più arcaici che un tempo occupavano le vaste zone del Chaco.

Terra di grande attrazione europea anche per il clima e la ricchezza dei suoi suoli. L'Argentina comincio però ad essere massicciamente popolata solo in epoca recente. In passato costituiva una terra di sbocco dei traffici che portavano alle zone minerarie (oro, argento) delle Ande; venuti meno i traffici di metalli preziosi, gli spagnoli cominciarono a sfruttare gli spazi liberi della pampa, dove l'allevamento bovino ed equino trovò condizioni ideali.

Nacque qui il gaucho, quello che si considera il fondatore della nazione. Le fortune dell'allevamento determinarono prosperità e benessere che, a partire dalla seconda meta del XIX secolo, suscitarono la grande immigrazione europea. Essa continuò per decenni, raggiungendo l'apice nel primo decennio del XX secolo. Nel 1869 la popolazione argentina era di 1,7 milioni di abitanti e nel 1914 era già di 8 milioni; la crescita continuò ancora, seppure ben presto sostenuta anche dall'incremento naturale; nel 1936 vi erano 12 milioni di abitanti.

Alla formazione del popolo argentino hanno contribuito soprattutto gli Italiani (35%), gli Spagnoli (24%), in misura minore tedeschi, francesi, slavi, ecc.. Oggi ai calcola che il 70% della popolazione argentini abbia anche la cittadinanza italiana o i requisiti per richiederla per ius sanguis. La popolazione è distribuita in modo assai ineguale: da sola la Gran Buenos Aires conta quasi 10 milioni di abitanti e in genere la popolazione dell'Argentina ha una forte proporzioni di cittadini (83%).

La lingua ufficiale parlata della grande maggioranza della popolazione è lo spagnolo; nelle regioni andine sono ancora in uso linguaggi indiani. Il 92.8% della popolazione professa il cattolicesimo; minoranze religiose notevoli sono costituite da israeliti e protestanti.

LA MUSICA. L'eredità spagnola è sensibile sopratutto nelle canzoni infantili e religiose, mentre l'elemento negro è evidente nei candombes (processioni carnevalesche della metà del XIX secolo) e, indirettamente nel tango ballo molto diffuso nel mondo nato nei bassi fondi bonaerensi che divenne molto popolare intorno al 1880 ma diventato nel tempo di gran classe grazie sopratutto a Carlos Gardel che lo fece conoscere in Europa e a New York.

Il tango è ormai così radicato nell'anima dell'Argentina che spesso viene paragonato a ciò che è il jazz per il Sud degli Stati Uniti.

Il teatro Colón a Buenos Aires è uno dei più importanti teatri lirici del mondo.

Alcune parti tratte dal sito di it.wikipedia.org