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Geografia nicaraguense

Cratere vulcano CosigüinaUfficialmente Repubblica de Nicaragua (in spagnolo Repubblica de Nicaragua), Stato dell'America Centrale, situato tra l'Honduras (530 km) ed il Costa Rica (220 km) e bagnato dal Pacifico e dal mar delle Antille; 131.779 km2. Ha la forma di un trapezio irregolare ed è il più grande fra i paesi dell'istmo ed, al contempo, il meno popolato (4.100.000, 1995). Circa il 90% della popolazione vive sulla costa del Pacifico e circa un quarto nella capitale (Managua). Il territorio di questo paese fa parte di una delle zone geologicamente più instabili e più "giovani" della Terra.

OROGRAFIA. In Nicaragua si situa l'elemento strutturale più caratteristico dell'istmo: la Grande Depressione, un ampio solco tettonico che può essere considerato come l'autentico confine fisico fra Nordamerica e Sudamerica: segna nettamente il confine geologico fra i due continenti.

Il paese dunque è costituito da un vasto altopiano di circa mille metri d'altitudine media, il quale degrada lentamente verso il Mar dei Caraibi, dove si apre una costa bassa, spesso paludosa, orlata da una fitta vegetazione tropicale estremamente ricca di alberi pregiati: il mogano, il ciliegio tropicale, il caucciù, il palissandro, il bambù ed il pino caraibico. Il litorale atlantico ha una estensione di 550 km ed il mare è meno profondo del litorale pacifico.

Verso il Pacifico, invece, la fascia costiera è ripida e dominata da una catena di numerosi coni vulcanici di notevole altezza. La costa del Pacifico (450 km) è in alcuni tratti sabbiosa e rocciosa, mentre in altri è pantanosa. Le zone sabbiose ospitano le maggiori località balneari del paese, estremamente frequentate.

Le pianure del Nicaragua, in origine costituiscono il fondo di mari o di laghi, in seguito riempiti dalle numerose eruzioni vulcaniche, dai terremoti e dai maremoti. Quella del Pacifico (di origine vulcanica e quindi molto fertile) è stretta, corre parallela alla costa e si estende sino ai laghi; la catena dei vulcani inizia dal Cosigüina (845 m) e si conclude con il Mombacho (1345 m), la attraversa penetrando nei due grandi laghi. Molti di questi vulcani sono famosi per le loro violente eruzioni: il Cosigüina, il Momotombo (1258 m), il Santiago (1363 m), il Masaya (660 m) ed il Mombacho. Altri vulcani sono: il San Cristóbal (1745 m), il Concepción (1610 m), il Telica (1060 m) ed il Maderas (1394 m). Il Cosigüina, nel 1835, causò la più grande esplosione dell'emisfero occidentale, proiettando nell'aria ben 25 km3 di materiale vulcanico.

Quest'area è pertanto, estremamente soggetta a frequenti e spesso disastrosi fenomeni eruttivi (come quelli del Cerro Negro nel 1992 e nel 1995) e sismici (terremoti di Managua nel 1931 e nel 1972, maremoto lungo tutta la costa occidentale nel 1992). Il Nicaragua è attraversato da numerosi fiumi, ma i più importanti sono quelli che sfociano nell'Atlantico. Vi sono un centinaio di corsi d'acqua che confluiscono nei 23 fiumi che si gettano nel Mar dei Caraibi, nei 18 tributari del Pacifico e nei 45 dai quali è alimentato il Lago Nicaragua. Il fiume più lungo del paese è il fiume Coco (725 Km.), che, a seconda delle zone che attraversa, muta varie volte il proprio nome: Wanks, Segovia, Somoto, Cabrigal, Oro. Lungo le sue sponde, sia in Nicaragua che in Honduras, vivono gli indigeni miskitos. Altri corsi fluviali sono il Cuculay, il Prinzapolka (251 Km.) ed il fiume grande de Matagalpa, che sfociano nell'Atlantico; nel Pacifico, invece, si getta l'Estero Real. Il fiume San Juan (Km. 199) fa da frontiera con il Costa Rica e, grazie al fatto di essere ampio e calmo, è completamente navigabile: nel XIX secolo era la rotta seguita dai cercatori d'oro statunitensi per entrare ed uscire dal Nicaragua.

I laghi più importanti sono: il Xolotlán (o Managua), con una forma simile al numero otto ed una superficie di circa 1140 km2. Le sue acque sono fangose poiché contengono sedimenti vulcanici, ma anche perché vi finiscono le acque di scolo della capitale. Il lago Cocibolca (o Nicaragua), posto al centro della Grande Depressione, con i suoi 8430 km2 è il più grande dell'America Latina, è ricco sia come fauna che come flora. In esso vive persino una qualità particolare di pescecane ed una di pescesega (gli unici al mondo in acqua dolce). All'interno del Cocibolca vi sono oltre quattrocento isole ed isolotti. Un tempo questi due laghi (che comunicano fra loro attraverso il fiume Tipitapa) costituivano un'insenatura della costa del Pacifico, ma l'accumulo di materiale dovuto all'intensa attività vulcanica li ha separato progressivamente dall'oceano.

Il Cocibolca si trova proprio al centro della Grande Depressione e, rispetto al livello del mare, è ad un'altezza di 34 m; in rapporto al vicino Xolotlán, tende costantemente ad abbassarsi, il che testimonia che il processo di "affondamento" del versante caraibico è tuttora in atto. La maggior parte degli altri laghi presenti sul versante del Pacifico è d'origine vulcanica.

CLIMA. In Nicaragua si identificano quattro tipi di clima secondo la classificazione di Köppen:

  1. Clima Tropicale da Savana caratteristico della regione del Pacifico e l'ovest della cordigliera Centrale, dal livello del mare fino ai 1000 m di altitudine, con una marcata stazione secca da quattro a sei mesi tra novembre ed aprile, piogge che variano tra 500 mm e 2000 mm, e temperature mezze tra 21 e 29°C;
  2. Clima Subtropicale Secco nel massiccio montagnoso della regione Centrale, con una stazione secca da quattro a sei mesi tra novembre ed aprile, precipitazioni tra 1000 mm e 2000 mm, e temperature medie di 10-20°C nella zona centrale nord e 21-29°C nella zona centrale sud;
  3. Clima Monsonico da foresta, proprio della piana mezza e nord della regione Atlantica (60% del paese), con un periodo secco di due mesi (febbraio-marzo), precipitazioni di 2400 mm a 5000 mm e temperatura media di 27°C, abbastanza uniforme durante tutto l'anno;
  4. Clima Tropicale da Pluvioforesta, nella regione sud-orientale da Bluefields fino al Fiume San Juan, con una precipitazione superiore ai 4000 mm che diminuisce tra marzo ed aprile, e temperature uniformi durante l'anno (tra 25 e 29°C).

La precipitazione media territoriale si calcola in 2280 mm. La costa Atlantica del Nicaragua sperimenta influenze ed effetti climatici causati periodicamente da temporali tropicali ed uragani dei Caraibi. L'aumento della portata dei fiumi della regione Atlantica risponde in forma diretta alle alte precipitazioni durante la stagione degli uragani, luglio-novembre. I fenomeni più disastrosi che hanno colpito il paese sono stati il temporale tropicale Alleta (1982), gli uragani Gilbert e Joan (1988), e l'uragano Mitch (1998).