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Inca

Machu PicchuL'origine dello stato e della dinastia Inca sono avvolti nel mistero e nella leggenda. La loro storia ebbe inizio con un regno locale originatosi per distacco dall'impero Huari.

Gli inca furono una carovana di emigranti che alla fine del XII secolo fuggivano da Taipicala (Tiahuanaco) cercando rifugio, dato che la loro terra d'origine era assalita e invasa da ondate umane procedenti dal Sud (Tucumán e Coquimbo). Questi invasori erano i chiamati Aymará.

Nell'immagine di Manco Capac, il primo sovrano, si riunisce una lunga storia della nazione inca per consolidarsi nel suo nuovo territorio.

La cronologia ufficiale consegna una lista di 12 governanti, finche nel 1532, con l'invasione spagnola, si rompe dando fine alla dinastia. L'ascesa al trono nell'anno 1438 dell'Inca Yupanqui (grande statista nominato "Pachacuti" ovvero "colui che inizia una nuova era") diede inizio all'espansione e all'organizzazione del Tahuantinsuyu o impero "delle quattro regioni", che corrisponde approssimativamente ai quattro punti cardinali che si dipartono dalla capitale. Quest'ultima fu chiamata Cuzco ("ombelico del mondo") e si trasformò in una delle più grandi città precolombiane d'America.

Da questa alta valle, situata a 3400 metri di altitudine, gli Inca si spostarono andando ad insediarsi lungo le valli e gli altopiani andini e per raggiungere in un secondo tempo la costa pacifica, evitando la zona delle foreste orientali. Le tradizioni, ancora vive all'epoca della conquista spagnola, unite ai dati archeologici, riconducono a tre sovrani conquistatori e organizzatori dell'Impero (le date fra parentesi si riferiscono al periodo in cui regnarono). Il primo di essi fu Pachacuti Inca Yupanki (1438-1463) oppure Pachacutec, le cui principali conquiste furono le zone del Perú vicine al Cuzco, e il regno Colla sul lago Titicaca.

Insediamenti incaPACHACUTEC, IL CONQUISTATORE DEL MONDO.

Pachacutec, estese l'Impero a suoi massimi confini, coprendo quella che oggi è la Repubblica del Perù e parte delle attuali Repubbliche di Ecuador, Colombia, Bolivia, Cile e Argentina. Unificò l'Impero a traverso l'adozione di una lingua unica: il quechua e la costruzione di una imponente rete viale - i cammini dell'Inca - che ressero possibile una rapida comunicazione tra i principali punti dell'Impero. Organizzò lo stato inca nell'economia, nella politica e nel campo sociale in modo di creare un impero espansionista.

Durante il governo di Pachacutec il principe Inca Túpac Yupanqui organizzò una spedizione marittima che arrivo fino alla Polinesia, testimoniata da racconti raccolti dal cronista Sarmiento de Gamboa e confermati, secoli dopo, dalla spedizione Kontiki del navigante scandinavo Thor Heyerdahl, che salpò dal Perú nel 1947 con una imbarcazione simile seguendo lo stesso percorso degli antichi peruviani.

Insieme al figlio Tupac Inca Yupanki conquistò, tra il 1463 e il 1471, il regno Chimú e alcune zone della Sierra dell'Ecuador. Dopo di lui, Tupac Inca Yupanqui (1471-1493) conquistò la costa centromeridionale del Perù, il sud dell'Altopiano Boliviano, il nordovest dell'Argentina il nord ef il centro del Cile. Infine Huayna Capac (1493-1525) ampliò e consolidò i domini inca nell'Ecuador, dove fondò una capitale secondaria, Quito. Primogenito e successore legittimo di Huayna Capae, Huascac, non fu però capace di conservare l'unità dell'impero, e ben presto il suo fratellastro, Atahualpa, si ribellò. Ebbe così inizio una cruenta guerra civile, di cui approfittarono gli Spagnoli che, capeggiati da Francisco Pizarro, fecero prigioniero nel 1532 Atahualpa, che morì l'anno seguente. La fondazione di Lima, sulla costa centrale, segnò la fine della potenza socio-politica inca; ciononostante gli indigeni della Sierra e degli Altopiani continuarono a vivere secondo l'antica tradizione.

GLI INCA NELLA COSTA CENTRALE

Ceremoniale incaIl vecchio Inca (imperatore) Pachacutec, nominò suo figlio Tupac Yupanqui come suo successore. In questa situazione, di co-regnante, intraprese la conquista della sierra nord del Perù (Cajamarca) e la regione di Cañar in Ecuador; dopo ritornò lungo la costa, conquistando il poderoso Stato Chimú, arrivando poi nella costa centrale (la nazione Ychma) alla città di Pachacamac la più importante di questa regione. Forse la conquista della nazione Ychma fu pacifica, una sorta d'alleanza e vassallaggio. Tupac Yupanqui ordinò di costruire a Pachacamac il Tempio del Sole piramide dedicata al controllo politico ed economico del nuovo stato conquistato.

I re inca, cui nomi sono stati registrati per la storia, sono stati in totale quatordici e la durata dell'impero raggiunge circa cinquecento anni. La seguente è la lista degli inca:

  1. Manco Cápac
  2. Sinchi Roca
  3. Lloque Yupanqui
  4. Mayta Cápac
  5. Cápac Yupanqui
  6. Inca Roca
  7. Yahuar Huaca
  8. Viracocha
  9. Pachacútec
  10. Inca Yupanqui
  11. Túpac Inca Yupanqui
  12. Huayna Cápac
  13. Huáscar
  14. Atahualpa

La loro lingua fu il quechua considerata oggi, assieme allo spagnolo, lingua ufficiale del Perù e la loro scrittura i Quipus, un sistema di fili annodati che ancora oggi aspetta essere decifrato.

L'organizzazione politica degli Inca divise l'amministrazione in settori da dieci, cento, mille e dieci mila abitanti, ognuno uno dei quali a carico di persone nominate dall'Inca. Questo conferma che gli Inca conobbero e applicarono il sistema decimale dal secolo XI dell'era cristiana.

LA FORTALEZA DEL CUZCO

CuscoMeravigliosi edifici fecero gli Inca: fortezze, tempi, case regali, giardini, magazzini e cammini, e altre costruzioni di grande eccellenza, come i reperti archeologici sembrano mostrare, di cui rimasero purtroppo solo le fondamenta.

CuscoLa più superba opera, costruita dagli Inca per mostrare il loro potere e maestà, fu la fortezza del Cuzco, la cui grandezza appare incredibile per chi non l'ha mai vista, e a chi l'ha visto e guardato con attenzione, le fa immaginare, e anche credere, che sembra fatta grazie ad un incantesimo, fatta da demoni e non da uomini dato che le pietre sono tante e grandi (che sono più burroni che pietre). Come fecero a tagliarle senza l'utilizzo del metallo ? come fecero a trasferirle a Cuzco se il cantiere più vicino, Myuna, è a circa dieci chilometri, visto che non avevano nè buoi nè carri? Probabilmente neanche questi ultimi sarebbero serviti per un tale lavoro. E poi come fecero a montare i macigni uno sopra l'altro, con tanta precizione senza l'aiuto di squadre e righelli ?

CuscoGli edifici e fabbriche che costruirono gli Inca in fortezze, cammini, case di campagna, ecc, furono molti, come testimoniano i reperti a Cuzco, a Tiahuanaco, a Tambo ed altri posti, utilizzando le solite pietre gigantesche. Si può pensare che a queste costruzioni lavorava un gran numero di persone provenienti da tutte le province ma non si può ipotizzare come riuscissero a mettere insieme senza cemento, ne macchine, ne strumenti, tali pietre in maniera cosi straordinaria che le unioni incastrano in modo perfetto.

Cusco"A Tiahuanaco, ad esempio, ci sono pietre lunghe 12 metri, larghe 6 e alte 2 metri. A Cuzco ancora più grandi. La cosa più incredibile è che pur essendo di forma irregolare sono incastrate in modo così bene che anche senza cemento neppure la punta di un coltello riesce a penetrare le unioni" ...(Garcilaso de la Vega Inca "Comentarios Reales" Biblioteca di Cultura Peruana - Parigi 1938)

ORGANIZZAZIONE SOCIALE. Gli inca furono governanti che compilarono e diedero gran diffusione a una serie di abitudini che ancestralmente esistevano nelle Ande. Il loro valore non è tanto per la loro capacità creativa, ma per la loro capacità di diffondere, ordinare ed amministrare il sistema andino su un ampio territorio. La base della cultura e l'organizzazione andina si trova nella parentela cioè, nel ayllu, un insieme di persone che si consideravano parenti perchè credevano di discendere da un antenato comune. Questi sono alla loro volta uniti da vincoli di riceprocità cioè avevano l'impegno di aiutarsi mutuamente nei lavori quotidiani; a questo tipo di lavoro si diede il nome di minca. I membri dell'ayllu rispondevano all'autorità dei loro curacao (caciques), che sono gli incaricati di regolare i rapporti sociali, eseguire le feste, immagazzinare le risorse, distribuire le terre tra i suoi e disporre della manodopera. L'economia inca no conobbe nè la moneta nè il mercato, per cui gli scambi e la forza lavorale si otteneva a traverso i lacci di parentela oppure per reciprocità.

Fra parenti esisteva uno scambio di energia costante, ma si lavorava pure per la autorità, lavoro conosciuto come mita. L'inca chiedeva come tributo esclusivamente manodopera, che era inviata a lavorare sulla terra, lavorare la ceramica, costruire marciapiedi o grandi opere archittectoniche. In cambio, l'inca ritornava questi servizi organizzando rituali, mantenendo i cammini, distribuendo i beni in caso di necessità o nelle feste; questa relazione per la quale l'inca ritornava il lavoro del ayllu si conosce come ridistribuzione.

SISTEMA POLITICO. Nell'apice del suo potere, gli Inca svilupparono un sistema politico e amministrativo non superato da nessun altro popolo nativo americano. L'Impero Inca era una teocrazia basata sull'agricoltura e nel sistema degli ayllus, dominata dall'Inca che era adorato come un dio vivente. Da far presente che nell'organizzazione politica Inca esisteva un sistema di potere duale, dove tutte le autorità apparivano sempre accoppiate: per esempio, nel caso dell'Inca, c'erano due Inca che governavano simultaneamente, un Inca hanan "sopra" e un Inca hurin "sotto".

Ugualmente, le autorità a livello locale erano pure duali: a livello degli ayllus, le massime autorità erano i curacas; ogni ayllu aveva due curacas, uno hanan e un altro hurin. Sotto gli Inca, si trovavano le famiglie degli antichi Inca, le quali formavano gruppi di parentela conosciuti come panacas " famiglia nobile", incaricati di mantenere il ricordo del Inca morto, di realizzare cerimonie nel suo nome e di curare i suoi beni e alleanze fatte in vita. I panacas avevano grande influenza nella nominazione dei successori alla posizione del Inca. Sotto ancora, si trovavano i capi dei popoli conquistati dagli Inca, popoli che se si sommettevano ricevevano una educazione cuzquegna e una serie di privilegi. La gente comune era raggruppata nella categoria dei hatun runa, contadini membri di un ayllu, con l'obbligo della mita "lavoro a turni" per lo Stato Inca. Qualcuno usciva temporalmente da questa condizione e veniva trasferito fuori del luogho d'origine: erano conosciuti come mitimaes o mitmaqunas, popolazione mobilitata in diverse zone con differente obiettivi, quali ottenere risorse o popolare regioni. Finalmente c'erano i yanoconas, separati dagli ayllu alla diretta dipendenza del Inca disimpegnando per lui lavori specializzati.

DIVISIONE AMMINISTRATIVA Amministrattivamente il territorio era diviso in quattro regioni o suyos "parte", ricevendo il nome di Tahuantinsuyu (parola quechua che significa letteralmente Terra delle Quattro Caserme oppure delle Quattro Parti), suddivise alla loro volta in quattro: Antisuyu, Collasuyu, Cuntisuyu e Chinchasuyu.

ECONOMIA. Gli inca è stato un popolo di agricoltori avanzati: per ogni regione svilupparono una strategia che gli permetteva ottenere il massimo sfruttamento. Utilizzarono marciapiedi o terrazze da coltura sui pendii delle montagne, camellones o waru waru nelle zone alte inondabili irrigazione, ecc.. Da distaccare, la esistenza di un aratro da piede conosciuto come chaquitaclla. Le coltivazioni più importanti furono la patata ed il mais, e poi il peperoncino, la chirimoya, la papaia, il pomodoro e i fagioli. Animali, le llamas per il trasporte, le vicuñas e le alpacas per la loro fina lana. Altri animali addomesticati furono i guanacos, cobayas, cani ed oche.

I principali manufatti Inca furono la ceramica, i tessuti, gli ornamenti metallici e le armi. Pur senza i cavalli, nè veicoli con le ruote, nè un sistema di scrittura, le autorità di Cuzco riuscirono a mantenersi in stretto contatto con tutte le parti del loro Imperio. Una complessa rete di cammini lastricati permetteva le loro comunicazioni; messaggeri addestrati - i chasquis - operando a staffetta, correvano lungo questi cammini fino 402 km/giorno. I registri di truppe, forniture, dati sulla popolazione e inventari generali si facevano mediante quipus, gruppi di nastri di diversi colori anodati secondo un sistema codificato che gli permetteva tenere una contabilità. Barche costruite da legno di balsa costituivano un mezzo di trasporte veloce lungo fiumi e ruscelli.

L'ARCHITETTURA E COSTRUZIONI. Gli Inca furono gli eredi di più di 3000 anni di sviluppo tecnologico e culturale andino. La loro originalità si manifestò soprattutto nel contesto dell'organizzazione dell'impero (uno dei più grandi di tutta la storia) e nel sistema fortemente gerarchico, che aveva come centro il sovrano Inca, considerato figlio del Sole (la principale divinità dello stato). Su tutto il territorio dell'impero si sviluppò una fitta rete di strade, percorse dai famosi "chasquis" (messaggeri imperiali), che trasportavano mercanzie o messaggi urgenti. Sulle cime più alte delle montagne si officiavano riti alle divinità del Cielo e della Fertilità.

Gli Inca erano maestri nell'architettura monumentale, realizzata con grandi blocchi di pietra assemblati perfettamente. Le fortezze di Sacsayhuaman, presso Cuzco e le città di Machu Picchu e Ollantaytambo ne costituiscono gli esempi più noti. A questi vanno aggiunti i terrazzamenti e i pendii opportunamente trattati per la coltivazione, i canali d'irrigazione, i ponti sui fiumi più ricchi d'acqua, miniere e luoghi per la lavorazione dei metalli, ecc.. (I primi americani - Juan Schobinger)

Fra le espressioni artistiche più impressionanti della civilizzazione Inca si trovano i tempi, i palazzi, le opere pubbliche e le fortezze strategicamente localizzate, come Machu Picchu. Enormi edifici di mattoni incastrati con cura senza calcina, come il Tempio del Sole a Cuzco, furono edificati con un minimo di attrezzatura. Altre costruzioni da distaccare, i ponti sospesi a base di corde intrelacciate (alcune da 100 metri di lunghezza), i canali d'irrigazione e gli acquedotti. Il bronzo fu usato ampiamente per attrezzi e ornamenti.

LA RELIGIONE. La religione ebbe un carattere di grande formalità. Il dio supremo degli Inca era Viracocha creatore e signore di tutti gli esseri viventi. Altri furono i dei, della creazione e della vita, Pachacamac, del Sol, Inti (padre degli Inca), e le dee della Luna, Mamaquilla, della Tierra Pachamama, e del fulmine e la pioggia, Ilapa. Le cerimonie e rituali Inca erano numerosi e frequentemente complessi ed erano basicamente relazionati con questioni agricole e di salute, in particolare con la coltivazione e la raccolta e la guarigione delle diverse malattie. Durante le cerimonie più importanti si sacrificavano animali vivi e raramente si facevano sacrifici umani. Gli Inca produssero un ricco corpus di folclore e musica dei quali sopravvivono alcuni frammenti.