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Lucho Gatica

LUCHO GATICALucho Gatica: è ancora il re!

Mentre all'estero amano ancora e ancora Lucho Gatica, in Cile ogni volta che rientra "mi chiedono quando mi ritiro". Addirittura, gli è stato detto in faccia che tenga la sua voce "poiché ce l'ha molto usurata".

Ma l'interprete delle celebri "Bésame mucho" (Baciami molto) e "Sinceridad" (Sincerità), per nominare alcune delle sue canzoni, non si complica. Difende la vigenza del suo stile terso e sensuale, lo stesso che lo convertì, con l'applauso di molti - incluso Luis Miguel, il nuovo simbolo romantico -, nel "Re del Bolero".

La sua voce, il suo nome, sono conosciuti in tutto il mondo. Non importa dove o cosa canti, ad esempio "Sabor a mí" (Sapore a me), sarà immediatamente riconosciuto e applaudito nei luoghi più remoti. Con i suoi quasi 50 anni di carriera, i suoi 90 dischi circa e un repertorio da tutti conosciuto, si ha ben guadagnato il rispetto del pianeta, ma non quello dei suoi compatrioti.

Re dei re
Nel 1997 Lucho, o "El Pitico" (Piccolo fischietto) Gatica, rieditò un album di tangos, registrato nel 1962 e anche una produzioni di boleros che uscì sul mercato nel 1975. Entrambi ridiventarono supervendite. Luis Enrique Gatica Silva, cantante cileno, nacque l'11 agosto 1928 a Rancagua. Orfano dal padre dai 3 anni, Gatica passò molte privazioni come i suoi 7 fratelli. Abbandona gli studi da tecnico dentale per dedicarsi a cantare e nel 1949, ai 21 anni, assieme a suo fratello Arturo, registra il suo primo disco dedicato solo a delle tonalità locali.

Durante la decade dei 50 il bolero conquistò il mercato nazionale. Nelle radio emittenti suonavano "Nosotros" (Noi), "Oración caribe" (Preghiera caraibica), "Virgen de medianoche" (Vergine di mezzanotte) e molti altri titoli nelle voci dei cantanti messicani come Elvira Ríos, José Mojica e Fernando Fernández, oltre le stelle del momento: la cubana Olga Guillot e l'argentino Leo Marini. Loro furono l'ispirazione di Gatica, specialmente la Guillot. Ma non fu una copia di quello che facevano i suoi riferimenti, aggiunse il suo stile riempiendo di sentimento e un morbido fraseggio l'interpretazione anteponendo la sua voce all'orchestra.

Tra il 1951 e il 1960, Lucho Gatico registrò più di 50 dischi per Emi Odeón a Santiago, Londra, Rio de Janeiro, Buenos Aires, Caracas, L'Avana e Città del Messico. Il suo nome, lentamente, viene associato al bolero. I suoi dischi di 78 e 45 rpm, si vendevano come pane dappertutto il continente e c'erano tutti Wurlitzer: "Me importas tú" (M'importi tu) (1951), "Contigo en la distancia" (Con te nella distanza) (1952), "Bésame mucho", "Las muchachas de la Plaza España" (Le ragazze della Piazza Spagna) e "Sinceridad" (1953), "No me platiques más" (Non parlare più), il suo primo successo in Messico: "Tu me acostumbraste" (Tu mi abituasti) (1957) e "Voy a apagar la luz" (1959). Nel 1956, questi successi diventarono un LP. Alcuni LP, "Inolvidables con Lucho" (Indimenticabili con Lucho), "El Gran Gatica" (Il Grande Gatica) e "Envenados" (Avvelenati), nel 1958, furono i suoi primi album. Dopo ci furono, tra altri, "Encadenado" (Incatenato) (1958), "Canciones de huasos y gauchos" (1959), "Mis primeros éxitos" (I miei primi successi) (1960 e 1963) e "Recuerdos de amor" (Ricordi d'amore) (1963).

Il successo lo portò a vivere molte avventure, tournee a luoghi top in Europa nonché il Medio Oriente e le Filippine. Gatica non era solo musica, le fans urlavano per lui e gli uomini sognavano con cantare alle sue fidanzate così come lo faceva il loro idolo. Nei 70, Lucho Gatica si allontanò degli studi di registrazione. La maggioranza dei compositori che componevano per lui morirono: Alvaro Carrillo, Agustín Lara e Gabriel Ruiz.

Durante gli 80, la sua fama si mantenne intatta, addirittura ancora come idolo, artista da culto. Nel 1996, a Miami, figure come Luis Miguel, gli rendono omaggio, mai fatto nel suo paese. Nel nuovo millennio i suoi dischi ancora si vendono. Per tutta Latinoamerica, Europa e Asia - qualcuno dice incluso Africa -, lo chiamano "Il signore Gatica, il re del Bolero".

Tradotto dalla biografia del sito www.lacuarta.cl/sitios/grandes_voces/lucho.html.