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Héctor María Artola

HECTOR MARIA ARTOLANato a San José (Uruguay), "la mia cara città" come soleva dire, il 30 aprile 1903. Prima dei dieci anni iniziò i suoi studi di musica avendo avuto lezioni di pianoforte e piccolo, uno strumento che Artola aveva comprato. Nel 1918 era già pure organista. Suonava a matrimoni e funerali in chiesa, oltre il pianoforte, studiò anche il bandoneon uno strumento con una sola tastiera su un lato (invece di due su entrambi i lati), cosa che fece senza insegnante.

Giovane ha fatto parte di una piccola orchestra con Manuel García Servetto ed altri amici. Nel 1920 è comparso come pianista in parecchie occasioni ed è venuto a conoscere Juan BaŘer (Firpito) che gli incoraggiò a rimanere a Montevideo. Nel 1921, Artola si trasferì a Montevideo per studiare leggi. Ma, la prima cosa che Artola fece è stata di venire a contatto con dei musicisti di tango lavorando in ritrovi notturni. Trovò Arolas e, in alcune occasioni, sostituì il pianista del suo gruppo. Chiaramente ricordava che la sua prima presentazione fu il tango di Jové, "Una más" (Una in più).

Ancora con Juan BaŘer formarono un trio con Roberto Zerrillo al violino ed alcune volte anche il batterista Lamburtecci. Questo trio continuò con le sue riuscite apparizioni per quasi un anno. Nel Marzo 1925, Artola debuttò con l'orchestra di Carlos Warren nella quale anche Edgardo Donato sonò pure. Nel 1927, Artola era membro della squadra Donato-Zerrillo che usava comparire in teatro accompagnando Iris Marga che cantava "A media luz" (A mezza luce).

Sotto la raccomandazione del cantante Juan Carlos Coah, fu chiamato da Eduardo Bianco per far parte della sua orchestra a Parigi. Bianco inviò Agesilao Ferrazzano a Montevideo con un contratto e con le istruzioni di persuaderlo a viaggiare con lui presto. Senza pensarlo due volte, Artola accettò e salpò per Europa arrivando il 24 dicembre 1927. Quando arrivò a Parigi, dopo aver valutato la competenza tecnica del suonatori di bandoneon europei, Artola disse: "Ero sconcertato e ho iniziato a studiare come un matto...". Suonò nell'orchestra di Bianco-Bachicha accanto a Fioravanti di Cicco, un uruguaiano pure come lui e gli argentini Ferrazzano, Mario Melfi, Miguel Tampa, Horacio Pettorossi, José Schumaker, completando il gruppo con musicisti francesi. Nel 1928 il gruppo viaggiò a Spagna e rimase per una lunga stagione a Barcellona.

I leader si divisero ed Artola rimase con Eduardo Bianco. Dopo un pò Artola rimase da solo e viaggiò a Valencia dove trovò il trio Irusta-Fugazot-Demare nel suo momento culminante. Fece parte dell'orchestra di Lucio Demare con il suo duetto di cantanti, Irusta e Fugazot. La linea del bandoneon fu suonata da Artola con Pedro Polita con grande successo. A Madrid ruppe con il trio per studiare armonia e contrappunto con insegnanti spagnoli e nel frattempo suonava assieme a un'orchestra spagnola di nome "Los Galíndez". Nel 1930 è tornato a Parigi facendo parte poi dell'orchestra condotta da Juan Bautista Deambroggio 'Bachicha' che suonava al cabaret "Montparnasse". Alfredo e Ricardo Marlerba erano membri di quel gruppo.

Nel 1931 fece un tour in Germania visitando varie città. Quando arrivarono ad Amburgo Artola incontrò "Los ases argentinos del tango" e con la delusione di 'Bachicha' si unì a questo grande gruppo nel quale Francisco Fiorentino era il vocalista. I due anni seguenti Artola suonò con il l'orchestra francese "Allonge". Ebbe notizie dei problemi di saluti della zia che gli aveva cresciuto e decise di tornare a Montevideo.

Il 4 ottobre 1934, il rotocalco "Cancionera" diede notizie sul contratto che Artola aveva firmato per accompagnare la ben nota cantante Libertad Lemarque, insieme al pianista Alfredo Malerba e al violinista Antonio Rodio, lavoro che si protrarre fino il 1937. Artola e Rodio lasciano questo gruppo e con Miguel Nijensohn (pianoforte), Miguel Bonano (bandoneon) e Francisco Fiorentino formano il gruppo "Los poetas del tango". Dopodiché praticamente subito passa all'orchestra di Francisco Canaro, sostituendo Federico Scorticatti.

Dal 1938 fino il 1949 suonò a Parigi con l'orchestra di Rafael Canaro quando le difficoltà originate dalla guerra gli fece ritornare rapidamente a Buenos Aires. Lì, fu membro dell'orchestra di Roberto Maida che con un eccellente gruppo di musicisti come Héctor Stamponi, Emilio Barbato, Antonio Ríos, Julio Ahumada, Tití Rossi, Enrique Francini, tra altri, si presentavano al cabaret 'Ocean'. Da lì Artola passò all'orchestra dell'emittente 'El Mundo' e parallelamente si dedicava a studiare musica poiché Artola scriveva per differenti gruppo e accompagnamento strumentale per vocalisti.

Nel marzo 1941 diventa membro del gruppo di Osvaldo Fresedo in sostituzione del dimissionario Luis Petrucelli fino la fine dell'estate del 1942. Nel 1949 rinunciò all'orchestra di 'El Mundo' dedicandosi alla conduzione orchestrale che trasmetteva Radio Belgrano. Artola scrisse arrangiamenti per molti vocalisti, tra cui Oscar Alonso per chi ebbe sempre predilezione.

Artola lasciò testimonianza registrata della sua orchestra sinfonica argentina, dei primi anni 50, l'arrangiamento meraviglioso per l'unico disco dell'orchestra di Elvino Vardaro nel 1953 e nel 1964, una parte di un tango umoristico del nome "Plegaria para un drama de tango" (Preghiera per un dramma da tango). In Euro, tra il 1941 e il 1942 Artola registrò alcuni dischi con il cantante Luis Scalón oggi non disponibili e a Buenos Aires nel 1956 condusse un'orchestra con lo stile Di Sarli e nella quale cantò il cantante Carlos Yanel.

Nel 1967 lasciò l'attività musicale ma ancora c'è per venire un evento trascendentale. L'8 novembre 1968 alla chiesa parrocchiale di San Juan Bosco presentò "Come l'incenso", la prima composizione nel genere di tango per la chiesa, musica di Artola e lirica di Roque de Paola.

Non possiamo omettere accennare alcuni dei più riusciti tangos che Artola comporre: "Desconsuelo" (Sconforto), "Marcas", "Tango y copas" e "Equipaje" con Carlos Bahr, "Falsedad" (Falsità) e "Serenidad" (Serenità) con Alfredo Navarrine, "En un rincón" (In un angolo) con Homero Manzi.

Questa è la prodigiosa carriera di qui noi consideriamo - probabilmente ci sono particolari che mancano - la figura più eccezionale nella storia del tango in Uruguay. Non dobbiamo aggiungere altro a dire la verità.

Verso la fine dei 70, Artola ritornò definitivamente alla sua cara città di San José. Seriamente malato fu portato a Buenos Aires dove morì l'8 luglio 1982. Più tari i suoi resti mortali furono rimpatriati e sepolti nel cimitero di San José. Gli amanti del tango in Uruguay sono in debito con Héctor María Artola. Nel frattempo, lui vive nell'ammirazione di coloro che apprezzano i suoi valori e nei cuori di coloro che furono i suoi grandi amici.

Horacio Loriente

Tradotto dalla biografia del sito www.todotango.com/english/creadores/hmartola.asp.