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Carlos Gardel

CARLOS GARDELAlle 15:10 ore del 24 giugno 1935, a Medellín, Colombia, un tragico scontro tra due aerei finiva con la vita del mito, Carlos Gardel, nel fatale incidente perdono anche la vita il letterato Alfredo La Pera e i chitarristi Guillermo Desiderio Barbieri e Angel Domingo Riverol.

UNO È DA DOVE SI RIPOSA, NON DOVE SI NASCE

"Nacqui a Buenos Aires, Argentina, ai 2 anni e mezzo di età": con questa ingegnosa frase i cantante non ascoltava le costanti illazioni sulla sua procedenza; ci sono voci che situa il suo origine a Tacuarembo, Uruguay, sebbene è praticamente dimostrato che Charles Romuald Gardes nacque 2 anni e mezzo prima a Tolosa (Francia) il 11 novembre 1890, cosa che gli valse il sopranome di "francesito" (piccolo francese) tra i suoi connazionali, italiani, spagnoli, ebre, ecc., che allora formavano le "pandillas" (bande giovanili) da strada che vagavano per il popoloso quartiere dell'Abasto dove perse per completo le caratteristiche della sua lingua materna a favore di un accento da porto tipicamente rioplatense, che mescolava aforismi di altre lingue come il caló gitano (zingaro) con vocaboli inventati, creando una specie di sottolinguaggio denominato "lunfardo".

Si racconta che fu un eccellente studiante, e che fu nella scuola dove cominciò nel coro scolare la sua passione per cantare. Era amico di vagabondare per le strade, la altra scuola dove si impara quello che non insegnano nelle scuole. Si sa che in una occasione, sua madre, Doña Berthe Gardes, passò per il amaro sapore di accudire alla polizia per riscattare Carlos.

Per le vicinanze del Marcato di Abastos, cominciò a diffondere i tesori della sua bella voce di baritono privilegiato, estensibile fino registro di tenore e di basso, battezzato come il "melenas" e dopo come il "Morocho del Abasto", abbinava i lavori con la sua passione. Gli piaceva frequentare dietro le quinte dei teatri, arrivando a lavorare addirittura da macchinista, indagando le tecniche dei cantanti e musicisti dell'epoca come Arturo de Nava dal quale si racconta che insegnò a Gardel le tecniche ei trucchi del canto e della chitarra.

Nel 1911, in una casa bonarense strada Guardia vieja, Carlos Gardel conobbe a José Razzano con qui formò duo fino il 1925 generando un esteso repertorio di canzoni nella sua maggioranza native.

Nel 1913, dopo una attuazione nel lupanare di Madame Jeanne, nel quartiere Boca, il duo fu invitato a presentare nel cabaret più lussuoso e caro di Buenos Aires, il Armenoville, lì, tra i più borghesi e ricchi della città ebbero un successo tale che, perplessi per primi i cantanti, il pubblico li passeggiò sulle spalle per le strade adiacenti. Il proprietario del locale gli offrì un contratto per cantare nel locale con una paga che oltrepassava di molto quanto i due uomini avevano mai sognato. Poco a poco, gli intellettuali del porto fu adottando questo duo come simbolo d'identità della città e dei suoi propositi.

Importanti personaggi come Ortega y Gasset, Luigi Pirandello, Giacinto Benavente e incluso membri delle principali corone europee si divertirono in situ dell'attuazione del duo Gardel-Razzano, contrattati per l'occasione per dar una impronta con sapore locale ai loro incontri. Passando il tempo, il duo cominciò ad avere certe differenze musicali che più tardi diventarono incolmabili. Sebbene Razzano sembrava comodo interpretando le canzoni native tradizionali, Gardel sembrava più disposto ad approfondire un poco di più, a riscoprire il Tango come non si aveva fatto finora.

Nel 1915, durante una lite a Buenos Aires, Gardel ricevette uno sparo, la pallottola si ficcò nel suo polmone sinistro e rimasse lì durante il resto della sua vita.

Era il 1917, quando un tale Pascual Contursi, più poeta che compositore, sembrò dare la forma giusta. Contursi, calzolaio e anarchico, ebbe l'accortezza di creare, per accompagnare la melodia di un tango chiamato "Lita", dei versi che facevano uso del linguaggio dei bassifondi, il "lunfardo", per narrare una storia di non amore inevitabilmente triste:

Cuando voy a mi cottoro y lo veo desarreglado
todo triste abandonado me dan ganas de llorar
y me paso largo rato campaneando tu retrato pa' poderme consolar.

Per il fan sagace non sarà stato difficile riconoscere questi versi di "Mi noche triste" (La mia triste notte). Carlos Gardel propose questo cambio di nome riuscendo a ottenere il beneplacito del letterato e compositore. Purtroppo le reticenze di Razzano, il duo la incluse nel suo repertorio e Gardel la registrò come solista accompagnato dalla melanconica chitarra di José Ricardo.

A metà del 1917 un pessimo e obeso attore di quasi 120 kili appare nel Fiore di Pesca, il primo film del cinema argentino. Grande amante della buona tavola, con molte ore di palestra e sauna e grande dose di volontà riuscì a scendere fino i 75 kili che assieme ai 1.71 metri li darebbero quel aspetto di galante che tutti ricordiamo.

Nell'Empire di Buenos Aires, il duo debutta con il suo primo tango-canzone: "Mi noche triste", il successo è scontato, con questa formula, a partire da quel momento il binomio incorporò ancora più tangos. Cantati da Gardel, il duo diventa inarrestabile, arrivano le tournée in Cile, Uruguay, Brasile e l'interiore dell'Argentina.

Durante una periodo di ferma, dovuta una chirurgia alla gola alla quale è sottoposto Razzano, Gardel conobbe a Isabel del Valle, una ragazzina di 14 anni, che si convertirebbe nella sua fidanzata ufficiale e la che, anni più tardi, Gardel regalò una sua casa nella via Directorio. C'è che dice che i fratelli di Isabel obbligarono Gardel a sposare la loro sorella, in una casa della bonarense via di Rodríguez Peña, ma non esiste nessun documento che lo confermi.

Nel 1925 Razzano abbandona il duo dovuto a problemi con le sue corde vocali ma continua amministrando gli affari e i beni di Gardel.

Gardel, appassionato dei cavalli da corsa, tanto di moda durante quelli anni, acquistò un cavallo di nome Lunatico, puro sangue che corse con il jockey Irineo Leguisamo, intimo amico di Carlos.

Viaggiò in Spagna ad attuare durante la festa di gennaio a Madrid, registrò dischi a Barcelona, ritornò a Buenos Aires per cominciare a realizzare le sue prime registrazioni con il metodo elettrico e perfezionista come è non dubita a ripeterle decina di volte finché rimane pianamente soddisfatto del risultato, con la disperazione di Ricardo e Barbieri, i suoi chitarristi.

Ritorna ancora in Spagna, Madrid, Santander, San Sebastián, Bilbao e Barcelona dove gli venne regalato un automobile Graham Paige. Trionfa di nuovo in Francia attuando quasi durante 4 mesi nel teatro Fémina di Parigi, attua con Josephine Baker, prima che lei si dedicasse ad adottare bambini di tutto il mondo. Di nuovo in Argentina, comprò la oggi famosa casa di Carlos Gardel, nel 735 della via di Jean Jaures.

Nel 1931 iniziò Gardel la sua vera carriera nel cinema. A Parigi gira per la Paramount "Luces de Buenos Aires" (Luci di Buenos Aires). Conosce lo sceneggiatore e letterato Alfredo Lepera e gira "Espérame" (Aspettami), "La cosa es seria" (La cosa è seria) e "Melodia de Arrabal". Si trasferí a New York, attuando per gli studi radiofonici della NBC, accompagnato dalla grande orchestra di Hugo Mariani. Fa i film "Cuesta abajo" e "Il tango a Broadway".

è ormai il più grande, il re del tango, attua in Brasile, Canada, ecc., e lavora in stretto contatto con Lepera in canzoni e copioni per i suoi prossimi film, "El dia que me quieras" (Il giorno che mi ami) e "Tango bar" e contemporaneamente registra più canzoni con l'orchestra di Terig Tucci.

Arriviamo al 1935. Inizia una nuova tournée per Latinoamerica, Porto Rico, Venezuela, Brasile .... sarà l'ultima a Medellín. La sfortuna finisce con il mito, il mondo intero soffre una commozione, pianti, dolori e addirittura suicidi. Carlos Gardel è morto, inizia la leggenda. è di congetture, supposizioni, commenti, pettegolezzi sulla sua vita privata, la sua possibile omosessualità, la sua avversione al matrimonio: "dovuto alla mia professione non sono per il matrimonio" rispondeva ai giornalisti, si parla pure di una possibile sparatoria dentro l'aereo, precedendo l'incidente. 30 anni dopo una lite tra i tifosi del tango e quelli del vallenato (ritmo colombiano con storie molte volte tragiche) finisce con un saldo di tre morti e parecchi feriti.

Tradotto dalla biografia del sito www.malavaje.com.