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Alejo Carpentier

ALEJO CARPENTIERLa Habana, 1904-Parigi, 1980. Premio Miguel de Cervantes 1978, Premio Internazionale Alfonso Reyes 1975, Premio Mondiale Cino de Ducco 1975.

Il tema americano conforma tutta l'opera di questo scrittore, personaggio di spicco della narrazione del secolo XX. L'opera si inscrive dentro quello che Carpentier chiamò il reale meraviglioso - intentando di svelare la fantasia e l'assurdo sottostante lo quotidiano, di mostrare la magia nascosta nell'apparente abitudine, di trovare lo meraviglioso che esiste nella realtà.

I suoi romanzi e racconti sono universali, e la critica ha visto in loro il punto d'inizio della nuovo narrazione latinoamericana e, allo stesso tempo, uno dei suoi più alti esponenti. Il suo stile è barocco e suntuoso e piace e convince al pubblico più diversi.

Il ciclo americano della sua opera inizia con Il regno di questo mondo (1949), rappresentazione di Haiti nei tempi dell'imperatore Henry Christophe, e prosegue con I passi perduti (1953), che richiamò l'attenzione per la sua singolare proiezione d'idee e la sua novità strutturale. Il secolo delle luci (1962) - la sua opera più significativa, secondo molti - è essenzialmente la storia di un personaggio reale, Victor Hugues, giacobino che porta sull'isola di Guadalupa le idee della Rivoluzione Francese.

Guerra del tempo (1952) riunisce tre racconti, Viaggio al seme, Somigliante alla notte e Il cammino di Santiago, e un romanzino, La molestia, pubblicato prima come libro indipendente. Altri suoi racconti sono I fuggitivi, Gli avvertiti, Ufficio di tenebre e Il diritto di asilo, pubblicati con i tre racconti sopramenzionati in Racconti (1976) . A tutti questi si aggiunge Storia di lune.

La musica in Cuba (1946) è una indagine storica che si legge come un romanzo. Il suo esteso lavoro giornalistico e come critico d'arte e di letteratura si trova in Cronache, Quel musico che porto dentro e Lettera e solfeggio (1989 in poi). Tutte le conferenze che diede e le interviste che concesse lungo quattro decadi, vennero raccolte in appositi volumi.

L'apprendista da strega (1976), opera teatrale, è un fatto isolato nell'opera di Carpentier. Si ambienta nei giorni della conquista di Messico, il conflitto non nasce dalla contrapposizione di conquistatori e conquistati ne dalla relazione fra la Malinche e Cortés. Sorge da un tragico malinteso che trascina gli uomini, ingannati dalle loro proprie opere e illusioni. I personaggi sono doppiamente sconfitti, per le loro frustrazioni e per non capire la dimensione del momento in cui vissero.

Da notare anche L'amore alla città (1956), che compila materiali di Carpentier su l'Avana e Visione d'America (1998). Una selezione di quanto scritto dall'autore sulle tematiche menzionate sono disperse tuttora sui giornali un pò dovunque.