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Mario Bendetti

MARIO BENEDETTILa sua popolarità si estende a tutti gli ambiti di lingua ispanica dove abitualmente è "best seller" e la lettura dei suoi poemi emozionano migliaia di spettatori. I suoi testi, intelligenti e caldi, recuperano un paese che è transitato per il memore ricordo, il costume, ma anche il dolore delle epoche difficili della dittatura. Da lè che si consideri "assolutamente montevideano".

Nacque il 14 settembre 1920, a Passo dei Tor, Tacuarembó, Repubblica Orientale dell'Uruguay.

La sua famiglia si trasferì a Montevideo quando aveva solo quattro anni. I suoi studi primari li fece nella Scuola Tedesca di Montevideo, dove cominciò a scrivere i suoi primi poemi e racconti. Dovuto all'instabilità economica familiare, pronto dovette lavorare, in modo che completò i suoi studi secondari da autodidatta. Questo contatto cosi presto col mondo del lavoro gli permise di conoscere a fondo una delle costanti che registra la sua letteratura: il mondo grigio degli uffici montevideiani.

Tra 1938 e 1941 risiede quasi continuamente a Buenos Aires.

"Lì decisi di essere scrittore ed incominciai a scrivere il mio primo libro di poemi che ora l'ho dimenticato, o che tento di dimenticare, perché era molto brutto". Quei poemi sono La vigilia indelebile che pubblicò nel 1945, e non furono mai ri-editati. Nel 1946 Benedetti si sposò con Luz López Alegre. Trenta anni dopo evocherà quella durevole relazione nel poema Nozze di Perle, raccolto da La casa ed il mattone (1977).

Nel 1949, Benedetti pubblicò il suo primo libro di racconti, Questa mattina ed un anno più tardi i poemi di Solo nel frattempo. Con Questa mattina ottenne il premio del Ministero d'Istruzione Pubblica. Questo premio l'ottenne varie volte in distinti generi, ma a partire da 1958 rinunciò sistematicamente a questi premi per discrepanze con la loro regolamentazione.

Nel 1953 apparve il suo primo romanzo, Chi di noi. Tra il 1954 e il 1960 occupò tre volte la direzione letteraria di "Marcia", il settimanale più influente della vita politica e culturale dell'Uruguay ed uno dei più importanti dell'America Latina. Fu chiuso in novembre del 1974, dopo avere sofferto numerose sospensioni dietro il colpo di stato di 1973. Alla memoria del suo fondatore e direttore, Carlos Quijano, Benedetti dedicò il libro Il di-esilio ed altre congetture (1985), insieme di cronache apparse nel diario "Il Paese" di Madrid.

Con Poemi dell'ufficio, edito nel 1956, Benedetti colpì lo sviluppo della poesia uruguaiana inserendosi direttamente in una tematica considerata, fino a quello momento, come non poetica. Descrive il burocrate di classe mezza e l'interpretò di maniera fedele. A partire da quello libro nacque la crescente popolarità e diffusione dell'opera di Benedetti.

Nel 1957 viaggiò per la prima volta in Europa. Fu col volume di racconti Montevideanos, edito nel 1959 che prese forma la concezione urbana della sua opera narrativa. Anche nel 1959 viaggiò negli Stati Uniti, fatto che lo commuove perché "i mostra il vero viso dell'imperialismo". In quello stesso anno, a livello continentale si presenta un avvenimento che segnò non solo Mario Benedetti bensì tutti gli intellettuali latinoamericani: la Rivoluzione Cubana. Questo fatto è fondamentale per lo sviluppo letterario e politico dello scrittore uruguaiano. Nel 1966 visitò per la prima volta Cuba e, tra il 1968 e il 1971,lavorò per la "Casa delle Americhe", istituzione culturale cubana.

Nel 1959 pubblicò il saggio Il paese della coda di paglia, libro sulla prima riflessione di Benedetti sull'Uruguay ufficiale, il quale "esplose come un tuono sul limpido cielo montevideano". Con La tregua che apparve nel 1960, Benedetti acquistò trascendenza internazionale. Il romanzo ebbe più di un centinaio di edizioni, fu tradotto a diciannove lingue.

Nel 1973 dovette abbandonare il suo paese per ragioni politiche. Tappe di i suoi dodici anni di esilio furono l'Argentina, Perú, Cuba e Spagna. La sua vasta produzione letteraria abbraccia tutti i generi, includendo famose canzoni, e somma più di sessanta opere, tra le quali il romanzo Grazie per il fuoco (1965), il saggio Lo scrittore latinoamericano e la rivoluzione possibile (1974), i racconti di Con e senza nostalgie (1977) ed i poemi Venti dell'esilio (1981).

Nel 1987 ricevette il Premio "Chiama d'Oro" di Amnesty International per il suo romanzo Primavera con un angolo rotto. I suoi libri più recenti sono Depistaggi e franchezze (1990), Le solitudini di Babele (1991), La borra del caffè (1992), Perplessità di fine secolo (1993) e suo romanzo più recente Impalcature (1996). La sua opera poetica completa è stata raccolta in Inventario Uno (1950-1985) ed Inventario Due (1986-1991) ed i suoi racconti in Racconti completi (1947-1994), tutte e tre dalla casa editore Seix Barral. Più di dieci anni visse Benedetti nell'esilio, lontano dai suoi montevideiani.

Mario Benedetti ripartiva il suo tempo nelle sue case in Uruguay ed in Spagna occupandosi dei suoi numerosi impegni. Dopo la morte di sua moglie Luz López, il 13 aprile 2006, a causa dell'Alzheimer, Benedetti si è definitivamente trasferito nel quartiere Centro di Montevideo, Uruguay. A causa del suo trasferimento, Benedetti donò parte della sua biblioteca personale di Madrid, al Centro de Estudios Iberoamericanos Mario Benedetti dell'Università di Alicante.

Morí a Montevideo il 17 Maggio 2009.

TODO LO CONTRARIO

Colecciono pronósticos
anuncios y matices
y signos
y sospechas
y señales
imagino proyectos de promesas
quisiera no perderme
un solo indicio
ayer
sin ir más lejos
ese ayer que empezó siendo aciago
se convirtió en buen día
a las nueve y catorce
cuando vos
inocente
dijiste así al pasar
que no hallabas factible
la pareja
la pareja de amor
naturalmente
no vacilé un segundo
me aferré a ese dictamen
porque vos y yo somos
la despareja

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