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Oscar Niemeyer

Duomo di Brasilia"L'architettura è una questione di sensibilità. Credere nell'architettura è credere nella bellezza." Questa è alcuna delle massime che tracciarono il percorso del maggiore nome dell'Architettura nel Brasile, Oscar Niemeyer. Lui è responsabile delle più belle creazione architettoniche del XX secolo in Brasile. Oscar Niemeyer diventò un maestro nell'ottenere, dell'unione del concreto alla vista con il vetro, forme che respirano, di strema leggerezza, quasi come si fossero pronte a prendere il volo.

Sono sorprese monumentali, create per l'architetto, secondo le sue proprie parole, "per allontanare il visitante, così sia per un istante, dei problemi difficili, talvolta invincibili, che la vita offre a tutti noi". Nato nel quartiere delle Laranjeiras a Rio di Janeiro nel dicembre 1907, il piccolo Oscar ricevette da uno zio il soprannome Niemeyer. Ancora non ventenne si era già deciso per l'arte. Ai 22 anni si posò, padre ai 25 anni di Anna Maria, sua unica figlia. Entrò nella Scuola Nazionale di Belle Arti, dove, nel 1934, si laureò in Architettura.

Immediatamente iniziò associazione con l'urbanista Lucio Costa, lavorando nel piccolo ateliér che l'amico aveva. Come disegnava molto bene, fu invitato a partecipare nel lavoro dell'architetto francese Le Corbusier che stava nel Brasile progettando la sede del MEC a Rio di Janeiro. Quel contatto segnerebbe per sempre la vita e il lavoro di Niemeyer. Dalla prima opera disegnata per il maestro - la Maternità Obra do Berço a Rio, nel 1937 -, fino i nostri giorni, il nome di Niemeyer è sinonimo dell'architettura brasiliana nel XX secolo. Le sue opere sono sparse per le principali città del Brasile e del mondo (Francia, Italia, Spagna e altre paesi).

Fu dopo di creare monumento come la Chise di San Fransico di Assise a Pampulha in Belo Horizonte, che Niemeyer chiamò l'attenzione del allora presidente del Brasile, Juscelino Kubitschek. JK invitò la coppia Lúcio Costa/Oscar Niemeyer per condividere con lui la avventura de creare la nuova capitale del Brasile. Nimeyer che aveva un'orientazione comunista e quindi cercò, assieme al suo amico urbanista, di tracciare un profilo di una città egualitaria, dove padroni e impiegati potessero vivere nello stesso quartiere.

Ebbe anche il merito di dare a cada opera una propria personalità. "Non mi piace ripetere", disse Niemeyer. Così dalla sua mano furono nascendo le snelle colonne del Palazzo dell'Alba, la Cattedrale, la struttura che sembra delle mani che si innalzano verso il cielo e la piramide del Teatro Nazionale. Cada opera con un profilo, un destino, una vocazione. Ancora oggi, novantenne, così come all'Architettura rimane completamente lucido e legato con passione alla sua eterna compagna Anita.

Niemeyer è una referenza quando si parla dell'architettura moderna mondiale. Così il suo grande maestro e ispiratore Le Corbusier, Niemeyer è riuscito a imprimere un tocco unico a tutte le sue creazioni. Libri in belle edizioni sono lanciati in Europa raccontando la sua vita e opera. Lettore di Gabriel García Márquez e Charles Baudelaire, amante della musica di Villa Lobos e Tom Jobim, Niemeyer è la sintesi di una architettura semplice, bella e differente. Unica.

Nel 1988 l'architetto brasiliano vinse il Premio Pritzker. Il suo nome è ricordato anche per la Royal Golden Medal degli architetti inglesi, nonché per numerosissimi lavori in tutto il mondo (circa 500), Parigi, Londra, Milano, Torino, Berlino, Mosca, Oslo. Le massime istituzioni, compreso il Jeu de Paume a Parigi (2002), gli hanno tributato onori, celebrazioni.

Niemeyer, novantenne, continuò a lavorare nel suo ufficio di Copacabana, a Rio de Janeiro, in molti importanti progetti. Quello più recente: il Museo Oscar Niemeyer a Curitaba in Brasile, è stato aperto al pubblico alla fine del 2002. Nel 2004 gli è stato conferito a Tokio il Praemium Imperiale per l'architettura.

Oscar Niemeyer morì a Rio de Janeiro il 5 dicembre 2012.

Visitate il sito www.niemeyer.org.br