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Jesús Rafael Soto

Sphere Lutetia, 1995-1996Scultore e pittore venezuelano, figurativo ai suoi inizi, che derivò al cubismo, l'astrazione geometrica e l'arte cinetica virtuale. Uno dei suoi maggiori successi fu integrare lo spettatore nell'opera con la creazione di spazi penetrabili. Nacque nel 1923 a Ciudad Bolívar, Venezuela, dove fece studi nella Scuola di Arte Plastiche e Applicate di Caracas dal 1942 al 1947 anno in cui e nominato direttore della Scuola di Arte Plastiche "Julio Arraga" di Maracaibo (1947-1950).

Dal 1950 vive a Parigi ma viaggia periodicamente a Venezuela. Nelle sue prime opere si vede l'influenza di Paul Cézanne e il gusto per la geometrizzazione delle forme nei paesaggi ("Paesaggio di Maracaibo", 1949), nature morte, ritratti ("La dama greca", 1949). Con con il suo trasferimento a Parigi, dove prende contatto con le avanguardie e studia a Malavitch e Mondrian, evoluziona verso un'astrazione geometrica.

Le prime opere parigine corrispondono alla sua preoccupazione per creare superfici di dinamismo visuale in base al colore, la forma geometrica e l'ambivalenza forma-sfondo ("Composition dynamique", 1951).

A partire del 1953 realizza i primi lavori di arte cinetica virtuale, effetto ottenuto dopo separare lo sfondo e la forma: la prima su una piastra trasparente di plexiglas e la seconda su una piastra di legno collocata a 10 centimetri ed entrambe fissate con stecche metalliche. Di quelli anni sono: "La cassetta di Villanueva" (1955) e "Spirale con plexiglas" (1955). Nel 1955 insieme ad Agam, Tinguely e Pol Bury, formula nei suoi lavori i principi dell'arte cinetica.

All'inizio tratta lo spazio come materia plastica ("Structure cinétique", 1957) e più tardi incorpora ai suoi pezzi elementi da rifiuto che combina con intrecci geometrici. ("Cubi ambivalenti", 1958).

Sfera virtuale gialla, Alla fine della decade dei 50 creò le prime opere vibranti con la serie di sculture, a base di stecche che pendono da fili di nylon di fronte a uno sfondo intrecciato, con un movimento naturale che, combinato con la percezione dello spettatore al muoversi di fronte all'opera, producono l'effetto cinetico ("Struttura cinetica di elementi geometrici", 1958). Approfondendo in questa linea ottenne l'incorporare totalmente lo spettatore nell'opera attraverso dei Penetrabili ("Penetrabile giallo", 1969).

Realizzò anche alcune opere pubbliche come i murali del palazzo della Unesco a Parigi, 1970. A partire di questa data realizzò diverse strutture cinetiche integrate con l'architettura: Hall della fabbrica Renault di Boulogne-Billancourt (1975); Volume sospeso nel Centro Banaven a Caracas (1979); Volume virtuale nel Centro Pompidou a Parigi (1987). Negli anni ottanta tornò a studiare l'ambivalenza del colore sul piano, secondo i principi di Wassily Kandinsky e dell'ultima tappa di Mondrian, attraverso di quadri di differenti formati su un intreccio bianco e nero. ("Rosso centrale", 1980).

Come abbiamo detto, uno dei maggiori successi di Soto fu convertire lo spettatore dell'opera in soggetto attivo, dovuto alla mobilità dell'immagine circondata nella materia creata dal artista. La visualizzazione del movimento e la luce costituirono le principale motivazioni della sua opera. Nel 1973 il governo di Venezuela costruì il Museo di Arte Moderno Fondazione Jesús Soto.