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José Clemente Orozco

Desiderio, 1936È uno dei grandi pittori dell'avanguardia messicana. Studiò nell'Accademia di San Carlos del Messico e da molto giovane fu l'interprete plastico della rivoluzione, richiesto per temi politici e sociali che sviluppò in grandi composizioni murali.

Mise al servizio di queste idee uno stile eroico, motivato in un realismo di carattere oltranzista, coscientemente legato alle vecchie tradizioni artistiche messicane, di violento dinamismo e amplissima fattura.

Nacque in Città Guzmán (Zapotlán il Grande), Jal. nel 1883; morì in Città del Messico nel 1949. Insieme alla sua famiglia si trasferì a Guadalajara e dopo alla capitale della Repubblica nel 1890. Ancora bambino conobbe a José Guadalupe Posata, di cui l'esempio delle sue incisioni l'indusse ad interessarsi per la pittura.

Prese alcuni classi di disegno nell'Accademia, fu studente d'agricoltura (3 anni a San Giacinto) e di preparatoria, e finalmente tornò a San Carlos dal 1906 al 1910. Da quest'ultimo anno fino il 1916, anno in cui la sua prima esposizione individuale nella Libreria Biblos, fece caricature per "Il Figlio di Ahuizote"; fece parte del corpo di illustratori di L'Avanguardia (Orizaba, 1914); dipinse acquerelli ed oli che riproducono, in forma sintetica, "le ombre pestilenti delle stanze chiuse", secondo la sua propria espressione; una serie di disegni con scene della Rivoluzione ed il suo primo quadro di grandi dimensioni, le ultime forze spagnole evacuando con onore il castello di San Juan di Ulúa (1915).

La riforma e la caduta dell'imperoNel 1917 viaggiò agli Stati Uniti ed al suo ritorno dipinse alcuni quadri, specialmente Soldaderas, Combatte ed il ritratto di sua madre.

Suscitandosi il rinascimento della pittura murale nel 1922, Orozco prenotò le pareti del patio grande della Scuola Nazionale Preparatoria, antica scuola gesuita di San Ildelfonso.

L'insieme "orozquiano" della Preparatoria rappresenta: l'origine del Messico meticcio (scala), l'intuizione di gli ideali di rinnovazione (pianterreno), una critica alle forze negative (primo piano) e la tragedia umana della Rivoluzione (secondo).

Interruppe queste opere nel 1925 per dipingere Onniscienza, un murale nella Casa delle Piastrelle; ed nel 1926, per realizzare un altro murale nella Scuola Industriale di Orizaba, un'interpretazione del periodo post - rivoluzionario.

Prometheus, 1930Dal 1927 al 1934 soggiornò Stati Uniti. A New York dipinse una serie di quadri che mostrano il carattere disumano e meccanicista della gran metropoli e, con temi messicani della Rivoluzione, al Fray Hall del Pamona College, Claremont, California, dipinse il murale Prometeo (1930); alla New School for Sociale Research di New York, vari murali (1930) sulla fraternità e la rivoluzione universale, La schiavitù ed il lavoro, ed Le arti e le scienze, realizzati conforme alle teorie sulla simmetria dinamica; la serie Le migrazioni, I sacrifici umani, L'apparizione di Quetzalcoatl, La cultura del mais, La conquista e l'evangelizzazione, L'industrializzazione, Angloamerica, America Latina, La scienza, Sacrificio umano, Sacrificio moderno e Cristo distrugge la sua croce preso la Biblioteca Baker del Dartmouth College di Hanover, Nuovo Hampshire (1932-1934).

Di ritorno in Messico, realizzò una gran tavola per il Palazzo di Belle Arti che Justino Fernàndez denominò La katharsis (1934): "un mondo d'orrore, meccanizzato, abbrutito, prostituito e caotico"...

Dal 1936 al 1939 lavorò a Guadalajara nell'Aula magna del Università; dipinse i muri del foro (Il paese ed i leader quello in fondo, ed Allegorie all'abbandono e alla rivoluzione, sui panni laterali) e la cupola (le varie attitudini dell'essere umano); in la scala del Palazzo di Governo, il gran ritratto di Hidalgo impugnando una fiaccola accesa, Il circo politico e Le forze negative; e nella cappella dell'Ospizio Capanne, 40 grandi affreschi alloggiati in le sezioni architettoniche di tutto l'insieme.

Nel 1940 decorò la biblioteca Gabino Ortiz di Jiquilpan. Nel muro in fondo rappresentò il Messico come una donna che cavalca su una tigre, in una strada irsuta di spine; e nelle pareti dei lati, scene di violenza e satire sulle masse.

Quello stesso anno viaggiò a New York per dipingere, per incarico del Museo di Arte Moderna, una tavola, diviso in 6 parti movibili che intitolò Dive Bomber; iniziò gli affreschi della Suprema Corte di Giustizia della Nazione che finì nel 1941. Dipinse poi una tavola sulla scala (Il movimento sociale del lavoro), due a destra e sinistra (facendo critica e deride della giustizia) ed un altro al fondo della sala dei passi persi (Ricchezze nazionali). Dal 1942 al 1944 intraprese l'arredamento della chiesa dell'Ospedale di Gesù a Città del Messico, dove dipinse solo la cupola ed i muri del coro e la sezione seguente del tetto dell'imbarcazione, con rappresentazioni della divinità ed il demonio, e temi tanto astratti come il tempo e la modernità. In quegli anni e fino al 1946 fece pittura di cavalletto, ritratti ed arredamenti per balletto.

Nel 1947 l'architetto Mario Pani gli offrì la prima opportunità per realizzare un'opera all'esterno, nel appena finito edificio della Scuola Nazionale dei Maestri. L'artista scelse il gran muro concavo che chiude all'aperto il teatro e proiettò Allegoria nazionale, "con forme geometriche, litiche e metalliche. Nel centro, l'aquila ed il serpente, rappresentazione della vita e la morte, rappresentazione della terra messicana; alla sinistra, un uomo con la testa nelle nuvole ascende una scala gigantesca; alla destra una mano leviga pietra".

Nell'entrata del proprio edificio, Orozco dipinse al fresco alcuni tavole che denominò Il popolo si avvicina alle porte della scuola. Nel 1948 fece per la Sala della Riforma del Museo Nazionale di Storia, nel Castello di Chapultepec, la tavola Juárez redivivo, un monumentale ritratto del patrizio, reddito tra figure di repubblicani che impugnano armi e fiaccole contro l'aristocrazia e il clero, e sopra il cadavere vestito di Massimiliano. Nel 1948 e nel 1949 dipinse metà cupola della Camera di Deputati di Jalisco il ritratto di Hidalgo come legislatore e liberatore degli schiavi, e sul fronte interno del recinto le figure di Morales, Juárez e Carranza. Lasciò incompiuto un murale nella sala di concerti di quello Conservatorio Nazionale ed un altro, all'esterno, nell'Unità Multifamiliare Benito Juárez, ambedue al Città del Messico.

Membro fondatore della Scuola Nazionale, presentò lì 6 esposizioni a partire da 1943. In quella del 1947 mostrò la serie di I Teules, relativa alla conquista del Messico. Lavorò l'incisione nel 1935 e nel 1944, e la litografia nei 3 periodi: 1926, 1928 a 1930 e 1932 a 1935.

Nel 1946 gli fu concesso il Premio Nazionale di Arti. Fu seppellito nella Rotonda degli Uomini Illustri.

(Visita il suo sito www.orozco.cps.k12.il.us)