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Fernando Botero

Rossoeblu,1957Il bagno, 1969Nato a Medellin nel 1932, Botero inizia la sua attività come illustratore per il principale editore locale, subendo però parallelamente l'influsso della scuola muralista messicana. Trasferitosi a Bogotá, entra in contatto con l'avanguardia culturale colombiana, ma sente ben presto l'esigenza di trasferirsi in Europa, alla ricerca di solidi referenti culturali e di quella prestigiosa tradizione artistica che per secoli il vecchio continente ha incarnato nella prassi del "Gran Tour": si reca dunque a Madrid, poi a Parigi e infine a Firenze. Nel 1955 rientra in patria ed espone in diverse gallerie: è in questi anni che esplora per la prima volta la possibilità di espandere e dilatare il volume delle forme.

Sin dalla gioventù la sua originalità si e manifestata con una maestria inspiegabile, che si è tradotta in fiducia di sé quando, nel 1958, in Messico, dipingendo un mandolino ha trovato il senso profondo della propria espressione.

Con le prime mostre allestite negli Stati Uniti, Botero riceve ampi consensi di pubblico e di critica e nel 1960 si trasferisce a New York.Lo stile plastico delle sue figure diventa preponderante e inconfondibile, in tele dai colori tenui e delicati connotate da atmosfere sospese e rarefatte.

Madre superiora, 1996Pera, 1997Nel 1973 lascia New York per Parigi: in questo periodo nascono le sue prime sculture, trasposizione naturale e sede ideale di quell'indagine sui volumi dei corpi che ormai diventato il fulcro della sua attività pittorica.

Suo figlio Pedro, di quattro anni, muore in un incidente stradale in Spagna. Lo stesso Botero rimane ferito. Dopo questa tragedia realizza molte opere dedicate alla memoria e all'immagine del figlio. Nel 1975 si separa da Cecilia Zambrano.

Negli anni Ottanta e Novanta i più importanti Musei del mondo nonché le città più importanti: Parigi, New York, Berlino, Madrid, Tokyo, ecc., le dedicano vaste antologie, consacrandolo come uno degli esponenti più ammirati dell'arte del XX secolo. Nel 1999, Firenze gli offre le piazze degli Uffizi e della Signoria e la Sala d'Armi di Palazzo Vecchio per commemorare i suoi 50 anni di vita artistica con una esposizione di sculture e pitture.

Oggi siamo testimoni del valore del suo apporto estetico. Vediamo il maestro sviluppare continuamente le sue idee personali e ricercare proposte tecniche che offrono continuamente una possibilità nuova e diversa per affrontare il suo particolare mondo.

Botero considera che il suo successo dipenda dal fatto che: "Bisogna descrivere qualcosa di molto locale, di molto circoscritto, qualcosa che si conosce benissimo, per poter essere capiti da tutti. Io mi sono convinto che devo essere parrocchiale, legato alla mia realtà, profondamente religiosa, per poter essere universale."

(Visita il suo sito www.paisas.com/botero)