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Candido Portinari

Meticcio, 1934Personaggio estremamente contraddittorio, Candido Portinari è stato ed è tutt'oggi osannato o criticato a seconda dei punti di vista. Fu uomo del popolo, ma divenne il pittore ufficiale di un regime dittatoriale: Vargas lo chiamò infatti a dipingere una serie di ritratti ufficiali; si professava ateo, ma passò la sua vita a dipingere santi e angeli nelle chiese di mezzo Brasile, fra i tanti ricordiamo gli affreschi del 1941 che ritraggono la Santa Famiglia con i volti della moglie, del padre e dei fratelli.

Nasce il 13 dicembre 1903, vive i primi anni dell'infanzia a contatto con i contadini, soprattutto ex schiavi di colore e immigrati italiani impiegati nella raccolta di caffè. La loro condizione umana influenzò in maniera determinante il suo pensiero e la sua opera.

Scopre prestissimo la sua vocazione artistica e impara il mestiere come apprendista di restauri italiani della chiesa della sua città. Il suo talento precoce - è appena quindicenne - spinge i genitori a mandarlo a Rio de Janeiro per frequentare l'Accademia delle Belle Arti. Qui, nell'atmosfera culturale della grande città, il giovane Portinari matura la sua formazione artistica e umana.

Indigena seduto, 1938Bambina seduta, 1943Nel 1928 vince una borsa di studio grazie alla quale può recarsi in Europa. Il viaggio nel Vecchio Continente gli fa scoprire i grandi maestri del rinascimento italiano e i movimenti artistici d'avanguardia a Parigi, le due influenze che marcheranno le sue opere fino alla fine. Assimila avidamente ogni tecnica pittorica, dall'espressionismo, al cubismo, al modernismo, fondendoli in uno stile che in qualche modo divenne la sintesi dell'espressione artistica brasiliana moderna, apprezzata tanto dai critici quanto dal popolo. Dipinge furiosamente per tutta la vita, per questo la sua produzione è molto vasta: lascia oltre 4.600 opere.

I suoi lavori sono ispirati principalmente ai temi sociali e in modo particolare alla situazione del popolo in Brasile. Questo attaccamento alla gente del suo Paese si riscontra sia nelle opere giovanili che in quelle della sua maturità artistica: la tragedia della siccità nel Nord-Est del Brasile, le favelas, la fame, i lavoratori dei campi provati dalle fatiche quotidiane, le mani ossute delle lavandaie.

Kibutz, 1958Nelle sue tele, Portinari riesce a cogliere la semplice vita della gente comune, comunicando in maniera drammatica le loro gioie e le loro sofferenze. Famosi sono il "Mulatto" a torso nudo ritratto con lo sfondo di una piantagione di caffè, le feste popolari come "Il ballo della fattoria", negli anni Quaranta rese omaggio alle sue origini con la serie "Emigrantes".

Portinari è stato anche un grandissimo ritrattista, pur non amando particolarmente questo tipo di pittura, ricordiamo, oltre i già citati ritratti che dipinse per Vargas, quelli per i suoi amici intellettuali più famosi come Jorge Amado e Vinicius de Moraes.

Bambini giocando, 1960Il suo attaccamento per i temi sociali non poteva non avere un risvolto politico. Portinari fu dichiaratamente un uomo e un pensatore di sinistra, ma la grandezza della sua arte superò anche qualche discriminazione: proprio il Governo brasiliano lo invitò a realizzare i grandi dipinti dal titolo "Guerra e Pace" che da molti anni abbelliscono il Palazzo dell'ONU a New York.

Una vita votata all'arte e alla pittura e sacrificata per essa. La sua morte fu infatti causata da questa sua ragione di vita. Dipingendo questi capolavori si accorse di essere intossicato dalle sostanze chimiche contenute nelle vernici. Lasciò per qualche anno la pittura per dedicarsi al disegno, ma il suo impulso era più forte e - nonostante il parere contrario dei medici - ricominciò con la sua grande passione fino a trovare la morte nel 1962 mentre preparava il suo rientro in Italia.

Bandeirante, 1947In occasione del centenario della sua morte è stato realizzato dalla Serie Pocket Opera di San Paolo uno spettacolo teatrale incentrato sulla figura e sulla vita dell'artista, lo spettacolo, che si inserisce nel più ampio Progetto Portinari, è stato replicato per tutto il mese di novembre in tutte le maggiori città dello Stato: Rio Preto, Santos, Araraquara, Sao Carlos, Ribeirao Preto e Santo Andrè.

Fonte: Testi, Beatrici Bacinello, Veneti nel Mondo

(Visita il sito www.portinari.org.br)